Con l’approvazione e il consolidamento delle linee guida del Decreto Coesione, la misura “Resto al Sud 2.0” si attesta come lo strumento cardine per il rilancio economico e occupazionale del Mezzogiorno. Una riforma profonda rispetto alla versione precedente che introduce importanti novità strutturali, tetti di spesa rimodulati e una decisa preferenza verso la transizione digitale e green.
Il tessuto imprenditoriale delle regioni meridionali (Calabria, Sicilia, Puglia, Campania, Basilicata, Molise, Sardegna e Abruzzo) si trova davanti a un bivio epocale. Le risorse allocate non sono illimitate e la modalità di valutazione “a sportello” impone una preparazione tecnica impeccabile.
1. Chi può partecipare: I requisiti di accesso
La misura punta direttamente a stimolare l’autoimprenditorialità di soggetti che intendono insediare la propria attività nel Mezzogiorno. I beneficiari ideali devono rispondere a precisi requisiti anagrafici e professionali:
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Età: Giovani di età compresa tra i 18 e i 35 anni non ancora compiuti al momento della presentazione della domanda.
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Status occupazionale: Soggetti disoccupati, inoccupati o inattivi, inclusi coloro che risultano inseriti all’interno di percorsi di politica attiva (come il Programma GOL).
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Nuove Iniziative: Costituzione di nuove imprese o avvio di attività professionali/autonome, sia in forma individuale che societaria (in questo secondo caso, la maggioranza numerica e di quote deve essere detenuta da under 35).
Nota di ammissibilità territoriale: Le attività devono essere tassativamente ubicate e operative nelle regioni Abruzzo, Basilicata, Calabria, Campania, Molise, Puglia, Sardegna e Sicilia. Il trasferimento della sede o la mancata operatività effettiva comporta la revoca immediata del beneficio.
2. Le Tipologie di Agevolazione e Intensità del Contributo
Rispetto alla passata edizione, Resto al Sud 2.0 rimodula l’intervento offrendo linee di sostegno differenziate e integrabili a seconda della complessità del progetto industriale presentato:
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Voucher di Avvio (Fino a € 40.000 a fondo perduto): Destinato all’acquisto di beni, attrezzature, software e servizi necessari per l’avviamento iniziale dell’attività.
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Contributo Investimenti Digital/Green (Fino a € 50.000 a fondo perduto): Riservato a progetti ad alto tasso tecnologico, innovativi o a forte impronta sostenibile e di risparmio energetico.
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Progetti Strutturati (Co-finanziamento fino a € 200.000): Copertura dal 70% al 75% delle spese complessive per investimenti più complessi, attraverso un mix di fondo perduto e strumenti finanziari complementari.
3. Spese Ammissibili: Cosa si può finanziare?
La pianificazione dei costi deve essere rigorosa e coerente con l’oggetto sociale dell’attività. Le linee guida ministeriali prevedono il finanziamento di:
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Beni materiali e immateriali di nuova fabbricazione (impianti, macchinari, attrezzature, hardware, software e piattaforme digitali).
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Opere murarie e di ristrutturazione strettamente connesse all’attività (entro i limiti percentuali prefissati dal bando).
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Servizi di consulenza specialistica, spese di marketing, brand identity e formazione del personale.
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Spese di gestione iniziali (canoni di locazione, utenze, materie prime e semilavorati) necessarie per sostenere la fase di avvio.
4. I Punti Critici e l’Importanza del Business Plan
Trattandosi di una procedura valutata da Invitalia secondo l’ordine cronologico di arrivo delle istanze (fino a esaurimento fondi), l’errore più comune è la fretta. Un progetto incompleto o privo di coerenza economica viene inevitabilmente rigettato, precludendo l’accesso alle risorse.
Un Business Plan “Invitalia-compliant” deve dimostrare non solo la coerenza tecnica delle spese, ma soprattutto la sostenibilità finanziaria a medio-lungo termine. È necessario mappare con precisione il mercato di riferimento, i competitor, i flussi di cassa previsionali e l’impatto occupazionale generato.
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Analisi di prefattibilità gratuita e verifica puntuale dei requisiti soggettivi e oggettivi.
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Elaborazione professionale del Business Plan e del modello finanziario integrato.
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Predisposizione della documentazione telematica, supporto alla firma digitale e invio dell’istanza sul portale dedicato.
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Accompagnamento continuo nelle fasi di rendicontazione e monitoraggio post-approvazione per assicurare l’effettiva erogazione dei fondi.
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