Con l’approvazione del Decreto Coesione 2024, nasce Resto al Sud 2.0, la nuova versione del programma che negli ultimi anni ha sostenuto migliaia di giovani imprenditori nel Mezzogiorno.
L’obiettivo rimane lo stesso: favorire la nascita di nuove imprese e sostenere chi vuole costruire il proprio futuro professionale nella propria terra, ma con strumenti più mirati e moderni.
Obiettivo del bando
Resto al Sud 2.0 mira a stimolare l’imprenditorialità giovanile, favorendo la creazione di lavoro stabile e lo sviluppo economico nel Sud Italia.
L’iniziativa si inserisce nella strategia nazionale per l’occupazione e la transizione digitale e verde delle imprese.
Chi può partecipare
Possono accedere agli incentivi:
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Giovani under 35 residenti nelle regioni del Mezzogiorno: Abruzzo, Basilicata, Calabria, Campania, Molise, Puglia, Sardegna e Sicilia;
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Persone disoccupate, inoccupate o inattive, comprese quelle inserite in programmi di politica attiva del lavoro (come il programma GOL);
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Chi intende avviare una nuova attività imprenditoriale, professionale o autonoma, anche in forma individuale o societaria.
Non possono partecipare coloro che hanno cessato, nei sei mesi precedenti, un’attività con lo stesso codice ATECO (fino alla terza cifra) di quella per cui si richiede il contributo.
Cosa finanzia Resto al Sud 2.0
L’incentivo prevede due tipologie di aiuto:
1. Voucher di avvio
Un contributo a fondo perduto fino a:
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40.000 € per l’acquisto di beni, attrezzature, software e servizi per avviare l’attività;
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50.000 € se l’investimento riguarda progetti digitali, innovativi o sostenibili.
2. Contributo a fondo perduto per investimenti
Per progetti più strutturati:
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Fino a 120.000 € di spesa ammissibile → copertura fino al 75 %;
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Tra 120.000 € e 200.000 € → copertura fino al 70 %.
Le agevolazioni sono cumulabili con altri strumenti di finanza agevolata, purché nel rispetto del regime de minimis.
Spese ammissibili
Sono finanziabili:
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beni materiali e immateriali per la produzione o l’erogazione di servizi;
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arredi, attrezzature, hardware, software e strumenti digitali;
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consulenze tecniche, servizi professionali, formazione e marketing;
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canoni di locazione e utenze nella fase di avvio.
Restano esclusi i settori pesca, acquacoltura, agricoltura primaria e attività legate all’esportazione verso paesi terzi.
Forme giuridiche ammesse
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Imprese individuali
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Società di persone o di capitali (anche SRL semplificate)
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Cooperative
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Liberi professionisti o società tra professionisti
Come presentare la domanda
Le domande potranno essere inviate telematicamente tramite la piattaforma Invitalia, con accesso tramite SPID, CNS o CIE e firma digitale.
L’istruttoria avverrà a sportello, in ordine cronologico, fino all’esaurimento delle risorse.
Vantaggi e limiti della misura
Punti di forza
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Contributi elevati e accessibili;
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Iter semplificato e completamente digitale;
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Focus su innovazione, sostenibilità e competenze digitali;
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Forte impatto territoriale, con incentivi mirati alle regioni del Sud.
Aspetti critici
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Limiti anagrafici stringenti (solo under 35);
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Copertura non totale: serve un cofinanziamento minimo;
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Tempi di valutazione potenzialmente lunghi;
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Alcuni settori tradizionali risultano meno agevolabili.
AGEVI affianca giovani e imprese in tutte le fasi di accesso a Resto al Sud 2.0:
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Verifica di ammissibilità e analisi preliminare gratuita;
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Redazione del business plan Invitalia-compliant;
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Gestione completa della domanda e dei rapporti con l’ente erogatore.
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